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domenica 18 maggio 2008

Era mio figlio - Tonina Pantani

Marco Pantani raccontato dalla madre

Ho finito di leggere il libro regalo di mia figlia per la festa del papà.

Dopo aver letto il libro di Brunel, questo testo non da indizi nuovi sul mistero, ma ripercorre la vita del campione scomparso attraverso molti aneddoti e interviste alle persone che gli furono vicine.

Ne esce un testo abbastanza scorrevole, per quanto riguarda i racconti delle sue gesta sportive, ma a volte ridondante quando ritorna sul tema della sua ingiusta fine e soprattutto sulle responsabilità di tutti colore che lo gestivano, la sua manager in primis.
Interessante il profilo che viene tracciato di Candido Cannavò.
Molto interessanti le interviste ai suoi più cari compagni di squadra e manager
(Wladimir Belli su tutti).
Si legge l'amore sconfinato di una madre alle prese con un figlio dal carattere sicuramente difficile e singolare, che però non avrebbe mai fatto pensare ad una conclusione tragica e prematura, ma piuttosto ad una esistenza fatta di alti e bassi, come tanti.
L'ultimo capitolo è una perla, cinque pagine di vera poesia, che fanno davvero sognare e rialzano il giudizio generale sull'opera.

mercoledì 26 marzo 2008

Italian Sport COLD CASE :
Who Killed Marco Pantani ?
"Gli Ultimi Giorni di Marco Pantani"
di Philippe Brunel


Come in una puntata del celebre serial TV, un giornalista francese Philippe Brunel, amico del campione scomparso, ha condotto delle ricerche in autonomia ed ha raccolto testimonianze, informazioni e molte contraddizioni e sospetti che vanno dalla stretta cerchia del ciclismo professionistico fino alla organizzazione malavitosa della riviera romagnola.

Un libro molto scorrevole che delinea un ritratto inconsuento di Pantani, pungente e dissacrante, un campione che amava ed era amato da molti ma che molti non conoscevano, perché attento a non mostrarsi apertamente alla cronaca.

"Era un estremista. Mi diceva sempre: O divento un campione, o finirò delinquente".

Un ritratto al limite del grottesco, di un atleta che si è sempre battuto per il ciclismo, perché l'aveva nel sangue. Quel sangue l'ha poi cacciato dal suo stesso mondo e alla lunga ne ha segnato la caduta.

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Un passo di Brunel :

"E' alla ricerca di quest'uomo, questo scalatore patentato, fuori dal normale, sprovveduto di fronte alle montagne esistenziali della vita, che mi sono messo in viaggio..."
[...] "...scoprirò che inviava regolarmente del denaro alla vedova di Casartelli, per il bambino, e che era il solo a farlo".

(Fabio Casartelli : ciclista professionista tragicamente scomparso sul campo, nella discesa del colle del Porter d'Aspet, al Tour de France).