Come in una puntata del celebre serial TV, un giornalista francese Philippe Brunel, amico del campione scomparso, ha condotto delle ricerche in autonomia ed ha raccolto testimonianze, informazioni e molte contraddizioni e sospetti che vanno dalla stretta cerchia del ciclismo professionistico fino alla organizzazione malavitosa della riviera romagnola.
Un libro molto scorrevole che delinea un ritratto inconsuento di Pantani, pungente e dissacrante, un campione che amava ed era amato da molti ma che molti non conoscevano, perché attento a non mostrarsi apertamente alla cronaca.
"Era un estremista. Mi diceva sempre: O divento un campione, o finirò delinquente".
Un ritratto al limite del grottesco, di un atleta che si è sempre battuto per il ciclismo, perché l'aveva nel sangue. Quel sangue l'ha poi cacciato dal suo stesso mondo e alla lunga ne ha segnato la caduta.
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Un passo di Brunel :
"E' alla ricerca di quest'uomo, questo scalatore patentato, fuori dal normale, sprovveduto di fronte alle montagne esistenziali della vita, che mi sono messo in viaggio..."
[...] "...scoprirò che inviava regolarmente del denaro alla vedova di Casartelli, per il bambino, e che era il solo a farlo".
(Fabio Casartelli : ciclista professionista tragicamente scomparso sul campo, nella discesa del colle del Porter d'Aspet, al Tour de France).

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