PADOVA, maggio 2008.
La primavera ti ha portata via.
Ti dedico questo fiore dal colore intenso, perché è come eri tu.
Una ragazza speciale, dal cuore immenso, votata più agli altri che a sé stessa.
Fragile, ma così forte.
Un'intelligenza e una preparazione, una vera passione per la medicina, per ironia della sorte però prigioniera di un corpo malato. Di una tra le più crudeli malattie, che distruggono a poco a poco.
Quel giorno che ci conoscemmo hai trasmesso ad Antonella e a me così tanta voglia di vivere e di lottare, consigliandoci, facendoci capire, rincuorandoci.
Ne siamo usciti bene anche grazie a te !
Ti avevamo promesso l'abbraccio di Letizia, avremmo voluto che tu fossi la sua pediatra, ma non c'è stato tempo.
Il nostro rammarico più grande è che non l'hai potuta conoscere, ma speriamo che tu almeno l'abbia vista in foto, sul blog.
Sei stata sempre nei nostri pensieri, anche nei lunghi periodi di silenzio. Noi entravamo nella tua vita in punta di piedi, perché avevamo capito che non volevi compassionevole amicizia, e così ci siamo sempre rivolti a te come ad uno dei nostri tanti amici, che per il poco tempo libero non riusciamo a frequentare come vorremmo.
E tu sei uscita dalle nostre vite altrettando in punta di piedi.
Ci sei sfuggita di mano, come un palloncino dalla mano incerta di un bimbo, che se ne accorge troppo tardi. I bambini, la tua grande passione, che fino all'ultimo ti hanno fatto sentire viva e ti hanno convinta a lottare.
Quanti bimbi oggi chiederanno dove sei andata, senza cogliere a fondo il senso delle risposte.
Sei andata al centro dei nostri cuori, come di quelli di tutte le persone che hai incrociato sul tuo breve cammino, e nelle quali hai lasciato un segno.
Secondo alcuni questa sarebbe l'immortalità dell'anima.
Forse è così... oppure è a noi che piace crederlo.
Ciao Giorgia.
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