sabato 12 gennaio 2008

2008 - L'anno del Cont(r)atto

Nel celebre romanzo di Arthur C. Clarke era il 2010, per fortuna i metalmeccanici non dovranno aspettare così tanto.

Il rinnovo porterà un aumento nelle tasche dei lavoratori. Per qualcuno sarà una cifra irrisoria, per altri potrebbe significare riempire il frigorifero un paio di volte in più o magari riuscire ad arrivare a fine mese senza indebitarsi per il pane o per il mutuo.

Sicuramente arriverà tardi, questo rinnovo.
Ormai i sette operai della Thyssen di Torino non li ridarà più nessuno alle loro famiglie.

Al di là delle responsabilità oggettive dell'azienda in occasione del grave incidente, bisognerebbe pensare agli orari disumani che quegli uomini hanno sostenuto, per portare alle loro famiglie quegli euro in più, proprio quelli di questo rinnovo famigerato.

Occorre più rispetto per la vita e più puntualità, piuttosto che una mera negoziazione sulle cifre. Durante questo periodo quante persone sono spinte a rischiare per un'ora di salario in più ?

E le aziende li tutelano? O si limitano a lamentarsi che, con il rinnovo del contratto, dovranno sborsare più quattrini per gli stipendi ?



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea e complimenti (tanto sinceri quanto tardivi) per la bimba. Mi fa piacere leggere che t'interessi ancora di certe tematiche, nonostante le notti in bianco (dimmi di sì, non posso essere l'unico) e i quintali di pannolini da accumulare in attesa del ritiro settimanale deciso dal comune. Io mi sono ridotto a "navigare" in orari REM (per gli altri).
Beh, io non ho problemi di spese mensili ma con due mini-sanguisughe a carico avverto il peso della gestione familiare. Il nuovo contratto non mi cambierà la vita ma almeno dà la percezione di un margine di miglioramento: non siamo in un paese scandinavo, accontentiamoci. Piuttosto mi piace sognare di un giorno in cui il contratto, piuttosto che focalizzarsi sui soldi, cominci a considerare il problema principale delle coppie moderne: il tempo, l'orario di lavoro, i permessi per accudire i bimbi senza sottoporli a passaggi di braccia continui, il telelavoro ... beh, per quello posso star fresco. Se ne parlerà in un'altra vita.

Ciao.

Andrea Elli ha detto...

il telelavoro sarebbe un vero passo avanti, un grande miglioramento della qualità della vita, oltre che del lavoro stesso.

Buonanotte Tiberio !